II Premio valori della Cultura

ANTONELLO VENDITTI VINCE IL
II PREMIO LAURENTUM I VALORI DELLA CULTURA:
È IL POETA DELL'AMORE

La Capria riceve il premio   Simona Izzo e La Capria

Il Centro Culturale Laurentum ha assegnato ad Antonello Venditti il II Premio Laurentum I valori della cultura, istituito nel 2007 per insignire eminenti personalità in campo artistico-culturale che, in particolare attraverso l'uso della parola, scritta, orale e musicata, si siano distinte per un'opera creativa di diffusione e promozione dei valori universali più nobili di cui la cultura è portatrice ed espressione al tempo stesso.

Quest'anno è stato scelto il cantautore Antonello Venditti perché con la sua opera ha saputo offrire una chiave interpretativa rispetto ai grandi interrogativi e alle difficoltà che dilaniano l'uomo moderno, ma soprattutto spiragli di speranza attraverso la proposizione e l'adesione sentita e sincera a valori assoluti portatori di Bene e di Pace. La sua poetica ha avuto un principio ispiratore, mirabilmente sintetizzato in un frammento di intervista da lui rilasciata anni fa ad uno dei principali quotidiani nazionali: "Io mi sento sbandato, isolato come gli italiani. Cerco di vincere la solitudine e la paura di sentirmi da solo con le parole, con la mia musica, con una visione eroica della piccola gente, degli studenti. Convinto che un giorno tutti i nostri mali finiranno falciati da un plotone d'esecuzione".
Questo grande artista, dotato di una voce straordinaria e particolare, con un timbro vocale molto simile a quello del sax tenore, ha una sensibilità interiore acutissima grazie alla quale ha saputo trasformare i testi delle sue canzoni in pagine di autentica poesia, permeando costantemente di Amore i difficili temi che di volta in volta trattava, anche quelli "impegnati" sul piano politico e di denuncia sociale. Ricordiamo il disastro ambientale causato dalla nube tossica di diossina della struggente "Canzone per Seveso", la solitudine degli homeless, partorita anche dall'indifferenza generale , de "E li ponti so' soli", i temi dell'emigrazione e dell'emarginazione, protagonisti in "L'uomo di pane" e "Lontana è Milano", mentre ne "Il treno delle sette" ci imbattiamo in una madre-operaia e nel sogno di riscatto di una figlia attraverso la studio ed il valore della cultura. E ancora in "Lilly", "Chen il cinese", "Eleonora", "E non è la cocaina", "Dimmi che credi", c'è una denuncia forte e accorata contro la droga e il sistema che la governa. Come dimenticare poi "Eroi Minori" dedicata alle scorte dei giudici Falcone e Borsellino assassinati dalla mafia?

Antonello Venditti è stato sempre un coraggioso testimone del nostro tempo, convinto che "Le cose della vita – titolo di un'altra sua nota canzone- fanno piangere i poeti,/ ma se non le fermi subito diventano segreti". Un artista che non si è mai stancato di cercare un senso nella storia, con una coscienza critica infaticabile, anche se messa a dura prova da questa nostra epoca, in cui tante utopie e tanti miti rivoluzionari sono caduti. Il segreto di questa speranza è un bene che è sempre rimasto scritto nel suo cuore: il desiderio di un mondo migliore, da costruire, forse, attraverso il valore, ricorrente e trasversale in tutta la sua produzione artistica, cantato con ardore incessabile, l'AMORE.

Proprio per tributare un caloroso ringraziamento alla luce di speranza che questo grande artista ha saputo accendere nei cuori del grande pubblico, il Premio Laurentum 2008 I valori della cultura è stato assegnato ad Antonello Venditti.

Il vincitore di questa seconda edizione de Il Premio I valori della cultura, riflette, con la sua produzione artistica, il grande valore della parola, che questo Premio vuole celebrare: la Parola ha un potere straordinario, evocativo, immaginifico, catartico, magico, ma soprattutto persuasivo, tale per cui può assolvere funzioni molteplici e anche contrapposte, tanto da poter essere veicolo di pace, fratellanza e amore, ma anche di manipolazione, dominio e oppressione.

"Partendo dall'assunto che la parola può assumere un significato fattivo, con riflessi concreti nella vita pratica dell'individuo e nel suo legame con la collettività - spiega Roberto Sergio, Direttore del Premio Laurentum - e può caricarsi di un valore che ha ripercussioni rilevanti sull'agire dell'uomo, tanto da conferire una dignità d uno status particolari al suo essere membro effettivo della società civile, è quanto mai opportuno, soprattutto in tempi di relativismo e di crisi delle grandi ideologie, recuperare una parola che restituisca all'individuo la sua responsabilità".

La finalità che il Centro Culturale Laurentum ha perseguito è stata quella di ricercare testimoni e "cantori" del nostro tempo, dell'identità dell'uomo contemporaneo, che abbiano fatto della parola uno strumento di impegno sociale, civile ed etico.
"È davvero tempo di riappropriarci di una parola in grado di sostanziare i grandi interrogativi dell'animo umano - continua Roberto Sergio - e di ricercare e indicare dei punti di riferimento di ordine valoriale. Per questo abbiamo ritenuto doveroso tributare un merito a quanti hanno dimostrato di saper fare un uso non strumentale, cinico e mistificatore della parola, di non sacrificarla alle mode ed alle tendenze di mercato, ma di servirsene come strumento attraverso cui l'uomo si rende protagonista attivo e responsabile nella realtà in cui vive".

"Perché produrre cultura significa cercare di dare un senso all'esistenza umana - conclude il Direttore del Premio Lurentum - e i grandi artisti si prodigano con abnegazione in quest'incessante opera di ricerca di una luce nel buio che ci circonda".