V Premio Dante Alighieri

Assegnato alla poetessa siriana Maram Al Masri
il V Premio "Dante Alighieri"


La commissione di specialisti presieduta da Davide Rondoni e composta da Paolo Lagazzi e Antonio Riccardi ha deliberato il vincitore della quinta edizione

Roma, 1 dicembre 2015 - Maram Al Masri è la poetessa che viene insignita del Premio Dante Alighieri con la seguente motivazione: "ll Centro Culturale Laurentum si pregia di assegnare il V Premio Dante Alighieri a Maram Al Masri una voce alta e concentrata sull’amore. Tra elementi della grande tradizione nelle lingue arabe e confronto con la migliore poesia europea e italiana Maram Al Masri testimonia il fascino antico e sempre nuovo di una poesia dell’anima,dei sensi e del cuore".

Il Premio Dante Alighieri è stato istituito nel 2011 dal Centro Culturale Laurentum, da un'idea del Prof. Davide Rondoni, poeta di chiara fama e giurato del Premio Laurentum per la poesia, in occasione delle “nozze d'argento” dell'associazione culturale con il suo pubblico (ricorreva allora la XXV Edizione del Premio Laurentum per la poesia), con il fine ultimo di dare rilievo al poeta o letterato la cui produzione si sia contraddistinta, per valore culturale e importanza della riflessione sull’attualità, nel panorama internazionale della poesia e della letteratura contemporanee, apportando un significativo contributo all’arte, intesa come luogo di ricerca del destino. Il Premio si contraddistingue da subito per prestigio e autorevolezza e si pone come punto di riferimento per chi guarda al mondo della poesia e delle lettere come un luogo in cui esplorare le questioni umane.

Maram Al Masri Biografia (tratta da Wikipedia)

Maram al-Masri, anche al-Massri, al-Misri, Misri (مرام المصري; Laodicea, 2 agosto 1962, è una poetessa e scrittrice siriana.

Vive a Parigi dal 1982 ed è autrice delle seguenti raccolte di poesie:
  • Una abitante della Terra in Ti minaccio con una colomba bianca (Damasco, ed. Ministero dell'Educazione, 1984)
  • Ciliegia rossa su piastrella bianca (Tunisi, ed. L'or du temps, 1997)
  • Ti guardo (Beirut, ed. La società della Stampa per la Distribuzione e la Pubblicazione, 2000)
  • Il ritorno di Wallada (Granada, ed. Universidad de Granada, 2007)
  • Les âmes aux pieds nus (Paris, ed. Le Temps des cerises, 2009)
  • Par la fontaine de ma bouche (Paris, ed. Bruno Doucey, 2011)
  • La robe froissée (Paris, ed. Bruno Doucey, 2012)
  • Elle va nue la liberté (Paris, ed. Bruno Doucey, 2013)
Il suo stile poetico non si può facilmente inquadrare in una ben precisa corrente letteraria, occidentale o araba. Nello stesso tempo, sembra che abbia fatto scuola tra molte giovani poetesse arabe.

La sua è una poesia d'amore di tipo intimistico, libera nel verso e nella metrica, la cui originalità consiste nella resa, in pochi versi, di immagini poetiche pregnanti e d'effetto, e nella frequente ricerca del verso finale "a sorpresa", ironico o straniante.

Le definizioni di poetessa della naïveté e di poesia di myricae si inseriscono in riferimento al linguaggio usato che risulta, a una prima lettura, ingenuo, scarno e infantile, ma in realtà frutto proprio di quest'attenta ricerca dell'immagine poetica essenziale, racchiusa in poche battute fulminee. Gesti e oggetti quotidiani vengono semantizzati, umanizzati e caricati di forti significati: dal cappotto al bottone, la finestra, la bambola, le caramelle e le bolle di sapone.

Per via della brevità di alcune poesie, scritte come se fossero frammenti, e del loro contenuto amoroso, Guy Bennett ha avuto l'impressione che richiamassero fortemente la poesia di Saffo, per questa tendenza a focalizzarsi su una singola idea o azione.

Queste considerazioni valgono in generale, perché, a un'analisi più approfondita delle sue opere, si ricavano anche altri temi, oltre l'amore, che hanno sempre un sapore autobiografico, come: la solitudine dell'immigrato (la poetessa è di origini siriane ma trapiantata in Francia), la nostalgia della propria terra e la libertà della donna. Cambiando le tematiche, cambia anche il linguaggio che diventa più descrittivo e ornato.

I suoi libri sono stati tradotti in italiano, inglese, francese, corso, serbo-croato e spagnolo. In Spagna, Te miro è rimasto per un mese tra i primi dieci libri di poesia più venduti. Ha scritto anche dei racconti pubblicati in riviste letterarie arabe ed europee. Alcune sue poesie sono state inserite in recenti antologie di poeti arabi contemporanei.

Premi Letterari
  • 1998, Parigi, Premio Adonis del Forum Culturale Libanese
  • 2007, Calopezzati (CS), premio letterario Città di Calopezzati per la sezione Poesia Mediterranea
  • 2007, Parigi, borsa Poncetton della Société des gens de lettres
  • 2012, Pescara, premio internazionale NordSud di Letteratura e Scienze della Fondazione Pescarabruzzo per la sezione Poesia
  • 2013, Prix International de poésie Antonio Viccaro